La storia

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La storia della Falegnameria Zani parte da lontano…

Verso la metà del XIX secolo, Giacomo Zani, scultore e intagliatore di legno, si trasferisce per motivi di lavoro dalla Val Camonica (precisamente da Temù, suo paese natale) alla Valtellina. Nel 1855 sposa Viola Fusari nella chiesa parrocchiale di Tresivio, e in questo borgo si stabilisce, esercitando la sua attività nei dintorni della Piazza. A Tresivio Giacomo realizza diverse opere di pregio, tra cui il trono della Madonna Nera per il Santuario della Santa Casa Lauretana e la statua del Cristo morto per la chiesa del Calvario, entrambi utilizzati ancora oggi per le tradizionali processioni che si svolgono nel paese. Dei figli di Giacomo, Tiziano (1869-1942) prosegue l’opera paterna nell’ambito della falegnameria. Inoltre studia anche musica e diventa organista della Chiesa parrocchiale. Con Tiziano, il laboratorio si trasferisce sulla strada che porta al Calvario, dove si trova tuttora. Silvio, figlio di Tiziano, si dedica alla pittura studiando presso l’Accademia delle Belle Arti di Milano. Anch’egli, come il nonno Giacomo, lascia al paese alcune opere. L’altro figlio di Tiziano, Ezio (1895-1967), continua a lavorare presso la falegnameria, attività poi proseguita da suo figlio Tullio. Ezio e Tullio si inseriscono nella tradizione occupandosi della produzione su commissione di un’ampia gamma di manufatti, dai serramenti ai cofani funebri. Alla fabbricazione di questi ultimi Tullio deciderà di dedicarsi esclusivamente, e di questa Rocco, uno dei suoi figli, si occupa tutt’oggi, facendo tesoro di quanto tramandato dalle generazioni precedenti.